Dal 22 al 99...

Il 27 ottobre 2002 correvo – con il pettorale numero 22 - la mia prima gara podistica a Roma: era il XVII campionato nazionale forense di corsa campestre, svoltosi a Villa Pamphili.

Avevo iniziato da poco ad andare in palestra e corricchiare per cercare di rientrare nei miei vestiti, che dopo due figli non riuscivo proprio a rimettere…

In vista del campionato di corsa, ogni domenica –per 2 mesi- percorrevo la stessa distanza di gara che sapevo essere circa 7 km e mezzo e di volta in volta progredivo. Arrivai seconda tenendo una media di circa 4’40’’ al km mi dissero (ma non capii molto lì per lì della strana equazione, venendo dal nuoto dove il tempo si misura in minuti e secondi e dalla pallanuoto dove si contano i goal); superai la favorita Giulia Boccassi, bravissima e splendida collega di Alessandria, oggi amica, all’epoca avversaria agguerrita… Tutt’oggi, comunque, allo sparo ci trasformiamo in avversarie e ci sfidiamo a vicenda, come con tutte le altre...se magistrati poi, allora è una vera e propria guerra!

Il mio babbo correva con il pettorale numero 99. Quella fotografia insieme, così luminosa, ritrae uno dei giorni più belli che oggi ricordi; proprio quell’immagine con quel pettorale è posta nel luogo dove riposa per sempre.

Fu una giornata meravigliosa, un evento che mi catapultò nel mondo della corsa: da quel giorno è nata la mia passione per questo sport, che mi ha portato a vincere  il campionato nazionale avvocati a Marsala nel 2004 (mia prima vittoria nel campo del podismo), a bissare il successo lo scorso anno a Venezia e quest’anno a Roma.

Ogni anno il consueto immancabile appuntamento per la gara nazionale, riunisce da tutta Italia, un paio di centinaia di persone, con il minimo comune denominatore di far parte del mondo forense e come massimo comun divisore la passione per la corsa. E non è poco!

Quest’anno, dopo 7 anni, sono tornata a Roma, con il pettorale numero 33, nello splendido scenario di Villa Ada, dove si è svolta la bellissima edizione di corsa campestre, ottimamente organizzata da Antonio Labate (Leprotti di Villa Ada), che –da atleta di alto livello, proveniente dall’Atletica (pista), quella con la A miauscola- tralasciando i convenevoli ed i formalismi, concentrandosi sull’aspetto sportivo della manifestazione, ha studiato un percorso impegnativo quanto suggestivo. Un anello di 2 km con continui cambiamenti di pendenza e di terreno da ripetere 4 volte.

Encomiabile l’aver destinato tutti i fondi raccolti alla beneficienza in favore della Fondazione Villaggio Don Bosco. La gara della domenica è stata preceduta, il sabato 26 settembre, dal ritrovo con consegna dei pettorali presso bellissimo parco, con campi da tennis e spazio per ogni attività sportiva e ricreativa (beh, si volgeva presso il circolo Magistrati della Corte dei Conti, non presso il circolino della briscola).

Adesso posso indossare i pantaloni e le gonne di 10 anni fa, anche se sono un po’ démodé… Ogni medaglia ha il suo rovescio: i vecchi reggiseni a balconcino dei tempi d’oro post- allattamento, mi entrano (alla grande)… ma se non ci metto i gerani, non saprei cos’altro metterci!

Chissà, magari, fra 7 anni potrei ritornare a correre a Roma con il pettorale 44… e così, fino al 99, seguendo le orme, con lo stesso corretto e sano agonismo, la stessa passione e luminosità.

Elena Jaccheri

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