Notturna di S. Giovanni

Nonostante abbia ripreso da poco a correre, dopo un lungo periodo di stop, non potevo mancare al consueto appuntamento con la Notturna di San Giovanni, una delle gare più belle che abbia mai corso, per il luogo, Firenze (che è una bella cittadina a nemmeno 100 km dalla splendida Pisa ed ancora più vicina a Pontedera), per l’impeccabile organizzazione (sempre sotto la direzione di Fulvio Massini), per il caloroso pubblico su tutto il percorso…

Quest’anno, fra i nostri, anche Ioannis Magkriotelis, nazionale greca, arrivato 4°, con 30’34’’; Paolo Paolicchi, che è andato come un missile (9° veterano, 37’46’’); Tiziano Cosci (37’44’’); Federico Aiello, che a mezz’ora dalla partenza girava sempre in versione turista per il centro di Firenze, senza pettorale; Franco Ristori (veterano, 40’), Claudio Tommasini (veterano, 45’13’’); non poteva mancare il Barbini, bravo ragazzo, ma con un grande difetto…è livornese! La Beba sempre in netto miglioramento, sempre sorridente, con il suo mitico sprint finale, mitico quasi come il marito, il Chime, il nostro Mameli, l’anima della squadra!

A lui dedico il mio risultato… (piangi ora, perché dopo devi ride’!).

Ed ora la gara…

Pronti… il braccio alzato dello starter si abbassa…ma nessuno spara e partono i primi (credo anche il timer per aver rilevato i chip) che poi si fermano…vengono travolti da quelli delle retrovie e subito dopo arriva lo sparo.

E con lo sparo, mi arrivano così tante legnate, botte, gomitate, schiaffi, che non me le ricordavo più dai tempi che la mi’ mamma mi inseguiva con il battipanni per tutta la casa. Ricordo che mi diceva: “tanto prima o poi ci devi passa’ da Busseto”… Busseto era un piccolo villaggio, situato nei pressi della porta di casa mia, dove in pratica finiva il corridoio e dove la mi’ mamma mi chiappava sempre e me le suonava con il battipanni. Mi acchiappava  giusto perché metteva il fermo alla porta e più di lì non potevo andare, altrimenti m’avrebbe bell’e preso, anche se un tempo faceva i cento ostacoli, io andavo come un a scheggia quando ero inseguita dal battipanni!

Un torcicollo stamani, nemmeno Bud Spencer me le avrebbe date così sonore…

Quest’anno, per la prima volta, durante la corsa sono riuscita anche a capire di essere a Firenze ed ho visto alcuni monumenti: fino al 5°-6° km ho riconosciuto la piazza del Duomo ed il campanile di Giotto (e fin lì era facile perché eravamo sempre alla partenza); via Calzaioli, Piazza della Signoria. Ho visto l’Arno e sentito i ponti che al secondo giro avevano assunto una pendenza del 20-30%... Al 6° km ho visto il Pantheon, al 7°, Piazza San Marco con le gondole e gondolieri, all’8° il Colosseo con le belve, al 9° la torre Eiffel illuminata con le luci psichedeliche e sul finire Castel Sant’Angelo, con l’angelo Massimilano Taiuti, sceso dal cielo per venire a soccorrermi quando a 700 metri dal traguardo, chiusa fra i podisti indemoniati, complici le pietre e forse (dico forse, perché ero lucida) un po’ di stanchezza, sono caduta a terra. Grazie di cuore, per l’aiuto. Nomen omen, è proprio il caso di dirlo. TAIUTI…  e mi ha aiutato.

Non voglio immaginare se di cognome si fosse chiamato “Tistiaccio”…

 

 

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