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Gli 800 : questi sconosciuti ! |
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Oggi è stata veramente e nuovamente una giornata incredibile. Mi sono sorpreso di quanto anche un appuntamento per me alla vigilia modesto possa poi rivelarsi un giorno dei giorni. Domenica scorsa avevo lasciato la mia serena tranquillità di amatore su strada con un ultimo allenamento di 15 km per tuffarmi in settimana oltre venti anni indietro. Martedi una prima uscita con serie da 300-200-100 tutte finalizzate per il salto in lungo, poi mercoledì le prove sulle rincorse in pedana, qualche timido e impacciato salto nonostante la buona velocità e a fine allenamento : chiò ! La mattina dopo, giovedì, scendevo le scale con difficoltà. Contrattura certa all’adduttore. Venerdi mattina stavo molto meglio, ma dopo aver lavorato, ho deciso di fare un salto (stavolta con la macchina) da una fisioterapista che mi ha detto: ‘’non ti preoccupare, niente di serio ma lascia stare i salti…’’. Infatti il mio corpo non accettava un cambio di muscolatura dalla maratona alla velocità pura in così poche settimane. Il pensiero adesso era recuperare in fretta per onorare gli 800. Mai provati. Ma l’ importante era guarire al meglio per la maglia ! Sabato mattina, cioè ieri, incredibile se ci penso, riscaldamento e poi un paio di prove sui 300 e qualche allungo. Niente dolore, solo un po’ di fastidio, ma solo una sensazione. Stamani. Primo giorno di scuola. Fascia sì, fascia no. Chiodate sì, chiodate no. Nessuna prudenza. Scosciato e chiodato. A quanto si corre ? Il primo giro ? Proiezione ? Durante il riscaldamento e gli allunghi ho belle sensazioni. Come non averle con le mie Diadora made in Italy del 1988 ? Partenza, schiaccio il crono (che ho scoperto che su questa distanza non serve), mi ritrovo tra le prime posizioni a mia sorpresa. Ai 200 il Mazzantini ci incita, ai 400 sento tantissime voci amiche. Sono messo bene, recupero quei due importantissimi metri su quello che ho davanti. Ai duecento finali vado in progressione faccio due sorpassi e resisto in volata a un MM35 mio concorrente per i punti alla Squadra. I miei due giri in 2 minuti e 22 secondi, che proiettano sotto ai 3 al km. 17/18 secondi ogni 100 metri. Da non crederci.. Sono contentissimo e faccio una capriola sul tartan. Mentre recupero la maglietta e mi cambio le chiodate, ricordo di aver riso da solo dalla gioia. Ma la felicità più grande doveva ancora arrivare con il primo posto della nostra Squadra : campioni regionali maschili ed accesso alle finali nazionali a settembre ! Bene anche le nostre donne giunte quarte . Ma il merito comune ed enorme è di tutti e di tutte che hanno onorato la maglia, scoprendo nelle gare limiti, forza di volontà e opportunità, spesso ignare a tutti noi. Stefano Chimenti |
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